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Lo sport in Vaticano PDF Stampa E-mail
Domenica 03 Aprile 2011 08:00

Prefazione al libro di mons. Georg Gänswein, segretario particolare di Benedetto XVI

sport-in-vaticanoIl libro Lo sport in Vaticano è un’opera straordinaria e, oserei dire, sensazionale, nella sua unicità. Straordinaria perché, se sono ben informato, è la prima volta che un testo letterario viene dedicato espressamente alla realtà dello sport nel più piccolo Stato del mondo. Unica, perché con la combinazione di testi magisteriali, testimonianze personali, immagini e fotografie, riesce a far immergere il lettore in una realtà ampiamente sconosciuta della vita quotidiana del Vaticano.

Diviso in 10 capitoli, lo scritto riassume, da una parte, una sintesi dell’autorevole voce dei Papi riguardo allo sport e sviluppa, dall’altra, in modo cronologico, il magistero pontificio su questo argomento. Si potrebbe rimanere felicemente sorpresi per quante volte i Romani Pontefici si siano espressi circa lo scopo, la meta, la natura e l’esercizio dello sport. In numerosi messaggi, udienze, discorsi, viene esposta proprio la linea del magistero pontificio relativa a questa materia.

Fu Papa Leone XIII che inserì lo sport tra i nuovi strumenti di comunicazione di massa e i movimenti cattolici italiani dettero vita, nei primi anni del ventesimo secolo, a una propria organizzazione che ebbe in Papa Pio X un convinto assertore ed uno strenuo sostenitore. Il suo discorso ai giovani italiani l’8 ottobre 1905 lo potremmo quasi considerare una magna charta: «... ammiro e benedico di cuore tutti i vostri giochi e passatempi, la ginnastica, il ciclismo, l’alpinismo, la nautica, il podismo, le passeggiate, i concorsi e le accademie, alle quali vi dedicate; perché gli esercizi materiali del corpo influiscono mirabilmente sugli esercizi dello spirito; perché questi trattenimenti richiedono pur lavoro, vi toglieranno dall’ozio che è padre dei vizi; e perché finalmente le stesse gare amichevoli saranno in voi una immagine dell’emulazione dell’esercizio della virtù».

Durante il pontificato successivo di Pio XI, il Papa alpinista e scalatore, furono molti gli incontri del Pontefice con il mondo dello sport. Analogamente si può dire di Papa Pacelli che durante un incontro con gli sportivi romani nel maggio 1945 sottolineava: «Ora qual è, in primo luogo, l’ufficio e lo scopo dello sport, sanamente e cristianamente inteso, se non appunto di coltivare la dignità e l’armonia del corpo umano, di sviluppare la salute, il vigore, l’agilità e la grazia?». Rappresentano un suggestivo ricordo della memoria storica le fotografie di Papa Pio XII con alcuni sportivi, famosi e meno famosi.

Anche i Papi Giovanni XXIII e Paolo VI hanno rivolto la loro voce al mondo dello sport ed hanno incontrato i protagonisti di questa realtà tante volte in Vaticano.

Con Papa Giovanni Paolo II comincia una novità assoluta: il Papa è sportivo nel duplice significato di appassionato e di praticante. Numerose fotografie danno testimonianza visibile di questa nuova realtà. Tutti noi ricordiamo Papa Wojtyła come sciatore.

Il Pontefice ha inoltre incontrato atleti famosi e non famosi, ricchi e poveri, squadre calcistiche, tennisti, nuotatori, ciclisti, organizzazioni e dirigenti sportivi. In uno dei suoi numerosi interventi Papa Wojtyła disse: «La giusta pratica dello sport deve essere accompagnata dalla temperanza e dall’educazione alla rinuncia; con molta frequenza essa richiede altresì un buono spirito di squadra, atteggiamenti di rispetto, apprezzamento delle altrui qualità, onestà nel gioco e umiltà per riconoscere i propri limiti...» (Pentecoste 2004). Ricordiamo ben 120 discorsi e messaggi di questo Papa sullo sport nel corso del suo lungo pontificato.

Anche l’attuale Papa Benedetto XVI presta molta attenzione ai valori del mondo sportivo. Ricorda che il gioco insegna disciplina e rigore offrendo la possibilità di vincere e di ricevere libertà. Come gioco di squadra poi, porta l’uomo ad una convivenza disciplinata.

In modo dettagliato e metodologico vengono poi descritti i diversi tipi di sport praticati attualmente nella Città del Vaticano: il tiro a volo, il judo, il gioco del calcio, il gioco del tennis e il ciclismo. Nell’ultima parte troviamo delle significative riflessioni sulle prospettive future della pratica sportiva nella città del Vaticano e, infine, preziose osservazioni sui mass media del Vaticano e lo sport.

Mentre vogliamo sottolineare che il libro merita un’attenta ed appassionata lettura, agli autori va riconosciuto il vanto di essersi occupati per primo di un lato del Vaticano finora quasi sconosciuto. Per tal motivo essi meritano una significativa lode, sincero rispetto e riconoscimento per aver dedicato parte del proprio tempo a questa materia interessante ed importante per la vita quotidiana nella Città del Vaticano.

 
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