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Natale degli sportivi 2007 Lo sport ha una missione precisa da compiere: deve riproporre valori che portano alla pace. Il che, come ogni missione, reclama i suoi “missionari”. Così gli sportivi devono divenire missionari dei grandi valori che lo sport può esprimere; essere, soprattutto, testimoni credibili di questa particolare missione che appartiene ora e in futuro, allo sport. Lo sport, non dovrebbe essere generatore di gioia, oltre che forgiatore di forti personalità? Non dovrebbe creare amicizia e solidarietà, mentre suscita e alimenta quel sano agonismo che rende interessanti e appassionate le gare? Il presupposto, però, è che si tratti di una pratica onesta, pulita: per formare giovani in grado di costruire le loro esistenze basandosi su sani principi di libertà, e non di schiavitù, c’è bisogno di farli maturare in un ambiente sano e pulito. Solo così si potrà cooperare a cambiare il mondo, a renderlo migliore. C’è bisogno di modelli da imitare: modelli di lealtà, di rispetto delle regole, di onestà. Il calcio è in crisi, è vero, ma ci sono ancora tanti campioni onesti e puliti dai quali prendere esempio. Gli europei di calcio, i mondiali di moto, di automobilismo, di atletica e di ogni altro sport, sono occasioni per trasmettere alle società messaggi di autentico e sano agonismo che rifugga dal doping e da furbesche scorciatoie; messaggi di solidarietà che uniscano sport e ricerca della pace. Mi piace pensare che se un atleta raggiunge in modo onesto, dopo lunghi allenamenti ed intensa preparazione fisica, la meritata vittoria e vive tutto questo come un’autentica vocazione, si potrebbe ben dire che la medaglia vinta, il podio conquistato, il traguardo raggiunto possono contribuire al cambiamento del mondo e alla sua redenzione, perché, afferma san Paolo, tutto concorre al bene per coloro che amano Dio.
di Tarcisio Bertone |












