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A Roma, un squadra di esordienti rom per dare un calcio alla discriminazione PDF Stampa E-mail
Lunedì 04 Aprile 2011 10:58

bambini_rIl CNOS Sport condivide e segnala l'iniziativa sportiva molto significativa che si sta realizzando presso il campo nomadi di via Salone a Roma (zona Tiburtina). Qui è presente una squadra di giovani piccole promesse del calcio: gli "Ercolini".

Avventura iniziata nel 2004, che deve il nome al presidente della squadra Don Giovanni D'Ercole (Segreteria di Stato Vaticana) e il vigore a Salvatore Paddeu, arbitro ma anche allenatore, gli "Ercolini" sono "una valida alternativa" per chi non ha altra possibilità di vita che non sia un campo rom.

 

Iscritti regolarmente al campionato giovanile, gli "Ercolini", per lo più giovanissimi compresi tra i 14 e i 16 anni, provengono dalla Macedonia, dall'ex Jugoslavia, ma anche dalla vicina Romania.

"Dopo 7 anni di attività al campo di Tor di Quinto, prossimo allo sgombero – spiega Paddeu - siamo ancora qua. Inizia una nuova sfida al campo di via Salone in zona Tiburtina".

Sono 70, ad oggi, i giovani e giovanissimi che hanno aderito alla squadra. Quello che manca è il personale sportivo (allenatori, volontari) e il materiale (scarpini, magliette, palloni), ma sabato 2 Aprile si è comunque proceduto alla consegna delle maglie ufficiali.

"Presto si aggiungerà, a grande richiesta, anche la squadra femminile – scrive ancora Paddeu - allenata dal sottoscritto a causa di assenza totale di volontarie e allenatrici".

"Siamo sempre alla ricerca di materiale sportivo, ma – continua - il passaparola è sempre molto efficace. Inoltre, sarebbero molto utili due porte da calcio, perché le attuali sono poco stabili e molto pericolose. Rinnovo dunque l'invito per chi volesse trascorrere semplicemente un pomeriggio settimanale con questi bimbi, sostenendoli anche per i compiti di scuola o altre attività ludiche".

La squadra degli "Ercolini", oggi è una realtà sportiva che gode di piccoli sponsor e tanta solidarietà ed è la dimostrazione pratica di come regole, educazione e normalità possano passare anche attraverso lo sport

Fonte: Redattore Sociale

 
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